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Il Nuovo Vestito dell'Imperatrice

Spettacolo di teatro fisico e clown dai 6 anni ai 12 anni e famiglie
interpretato da Alice Bossi

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locandina Il Nuovo Vestito dell'Imperatrice

Recensione Eolo

IL NUOVO VESTITO DELL'IMPERATRICE
Alice Bossi / Teatro Evento

E se invece del classico imperatore sciocco che per estrema vanità non si accorge di essere nudo ci fosse un'imperatrice con un grande vestito dalle mille sfumature e possibilità? E se invece di due sarti che vogliono gabbarsi di lei e soprattutto di un bambino che con la sua imberbe schiettezza ne scoprisse tutta la sua vacuità ci fosse uno specchio portentoso che alla fine le mostrasse il suo vero volto e nel contempo l'aiutasse ad accettarsi così come è senza nessun infingimento?
Tutti questi nuovi risvolti della celebre fiaba di Andersen sono presenti con inusitata forza teatrale per restituire ai ragazzi una preziosa indagine sul delicato rapporto tra immagine esteriore e identità interiore ne "Il nuovo vestito dell'imperatrice" di Alice Bossi con la regia di Antonio Brugnano, prodotto da Teatro Evento.
Protagonista del nuovo spettacolo senza parole di Alice Bossi è la figlia dell'imperatore, Caterina, che nel giorno del suo diciottesimo compleanno riceve dal padre un vestito magico, forse invisibile agli stupidi, con accanto uno specchio magico, suo fidato consigliere che controlla da vicino sempre come il suo portamento debba essere sempre perfetto e impeccabile.
Vedremo che piano piano Caterina si accorgerà che avere un naso un po' strano di cui si vergogna non è mai poi così male: l'importante è accettarsi come si è, considerando bellezza quello che parrebbe il contrario, lasciando così soprattutto i pregiudizi degli altri.
Alice Bossi, diretta dal fido Antonio Brugnano, dopo "La Bianca la Blu e la Rossa" fa un ulteriore salto di qualità, governando felicemente con autorità il suo corpo anche in rapporto con gli oggetti che la circondano, attraverso una ricercata e originale clownerie, forse unica nel teatro ragazzi italiano, restituendoci senza parola alcuna tutte le sfumature del personaggio in modo originale, venato di ilare poesia.
Mario Bianchi
Eolo - rivista online di teatro ragazzi
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Dicono di noi

qualche commento del pubblico che ha partecipato allo spettacolo

tutti i commenti
Sono una maestra di una scuola dell'infanzia... appena sei salita sul palco ho pensato: questa è una grande! Sei stata pazzesca.
Ciao sono la mamma di Miriam. Miri voleva dirti che sei stata bravissima e verremo ancora a vederti a Genova o Savona.
Ciao Alice! Teresa dice che è lo spettacolo più bello che abbia mai visto nella sua giovane vita. Grazie per l'esperienza.
Salve. Abbiamo visto lo spettacolo ieri pomeriggio al Buratto assieme a due ragazzine di 11 anni. Da madre ed adulta ho apprezzato molto lo spettacolo. Il linguaggio scenico del corpo ha mediato la trama e i suoi risvolti più di tante parole. Le ragazzine hanno intuito il black mirror dentro lo specchio ma hanno chiesto più volte conferma di quel che sembravano vedere / capire a conferma dell'effetto spiazzante delle due realtà rappresentate. La conclusione ci ha lasciate con un bel sentimento di riscatto in leggerezza. Grazie. Ps: ora è tempo di mutanda party!!
Le volevo dire che mi è piaciuto come era rappresentato: perché insegna che non bisogna ascoltare il giudizio degli altri, perché in questi tempi se ne parla molto e, spesso anch'io mi sono sentita esclusa e quindi era come se fossi parte dello spettacolo.
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LA STORIA

Il nuovo vestito dell'imperatrice è uno spettacolo la cui storia si presenta come il "sequel" della nota fiaba di H.C. Andersen e narra la storia della figlia dell'imperatore, Caterina.
L'imperatrice Caterina vive nel suo palazzo sempre in compagnia di uno specchio magico che ha il compito di assicurarsi che la protagonista sia sempre rispettosa delle regole di comportamento e sempre esteticamente impeccabile.
Lo specchio le permette di monitorare costantemente il suo aspetto e, se necessario, modifica il suo riflesso attraverso l'uso di filtri alla quale Caterina crede felicemente e senza alcun dubbio.
Il giorno del suo diciottesimo compleanno prende una piega inaspettata quando a palazzo arriva il regalo più atteso, quello di suo papà:

un vestito che per tradizione dovrà indossare la sera stessa davanti a tutto il popolo.
Il vestito ha un piccolo particolare, è invisibile a chi è stupido.


Da questo momento Caterina non saprà più a chi credere: a suo papà, allo specchio o ai suoi occhi.
L'ambiguità e il non sapere di chi fidarsi porterà Caterina a far emergere lati inattesi e sorprendenti della sua identità trasformando l'apparente fallimento in una preziosa occasione di crescita scoprendo che esprimersi liberamente può dare il via a piccoli e grandi cambiamenti anche collettivi.

I TEMI

Il rapporto con la propria immagine esteriore
La paura del giudizio e delle aspettative altrui
Il mondo interiore di ognuno di noi
La libertà di espressione

Con questo spettacolo il desiderio è quello di connettere la potenza simbolica della fiaba con la realtà che i bambini vivono oggi: la cosiddetta Glass Generation, chiamata così perché cresce toccando schermi per giocare, comunicare e imparare, vive in una realtà in cui gli schermi sono parte integrante della loro esistenza.
Il rischio a una continua esposizione a immagini di sé e di altri è quello di creare un mondo virtuale in cui regna il bisogno di apparire sempre perfetti e all'altezza delle aspettative degli altri a discapito del mondo dentro ciascuno di noi.
Spesso, anche nel mondo reale, per paura di essere giudicati, non accettati o presi in giro, ci nascondiamo dietro a una maschera che soffoca e non permette di comunicare ciò che sentiamo.

Ispirato allo specchio magico più famoso delle fiabe, quello di Grimilde, lo specchio magico dell'imperatrice è l'elemento scenico sviluppato partendo da una riflessione sull'utilizzo che facciamo di schermi e dispositivi digitali e come questi influenzano la nostra vita quotidiana, rappresentando così il rapporto che ognuno di noi ha con la propria immagine e l'esposizione pubblica di essa.
Lo specchio, con il quale la protagonista si relaziona come unico amico fidato, le permette di monitorare costantemente il suo aspetto, influenzandone le scelte estetiche e mostrandole l'aspetto perfetto che dovrebbe avere; le permette di scattarsi foto e di vedere e parlare con suo padre sempre lontano per lavoro.
L'imperatrice crede a tutto quello che vede nello specchio senza mai metterlo in discussione, incarnando l'abitudine ormai radicata di credere a tutto ciò che vediamo passare negli schermi di cui facciamo uso.

Questo spettacolo vuole comunicare ai più piccoli quanto, oltre alla scoperta del mondo digitale, anche la scoperta della propria autenticità, l'importanza di fidarsi di sé stessi e d'imparare ad esprimersi liberamente senza temere il giudizio altrui siano fondamentali nel percorso di crescita.

La voce che invita la protagonista a smettere di cercare fuori e iniziare a cercare dentro le fa scoprire e farà emergere quella fiammella interiore che ci chiama, che tutti noi abbiamo, che è sempre viva, che illumina la strada giusta per noi anche quando siamo persi nel buio. È importante scovarla, seguirla e esprimerla per poter affrontare le prove della vita.

LINGUAGGIO

Le tematiche dello spettacolo vengono raccontate attraverso un linguaggio clownesco, fisico e con poche parole che si inserisce nel contesto attuale in cui viviamo pur restando nell'ambientazione magica delle fiabe. Il linguaggio clownesco utilizzato fonda le sue radici proprio nei comportamenti dei bambini: istintivo, semplice, diretto, giocoso e poco logico. La riflessione sull'immagine e il gioco tra realtà e finzione prende spazio creando equivoci visivi, situazioni comiche e surreali che coinvolgono sia la protagonista che il pubblico che si ritroverà ad interpretare inconsapevolmente il ruolo del popolo.